É passato un anno dal 1 ottobre 2017.

É passato un anno da quel giorno in cui si respirava repressione e organizzazione dal basso, per fare un qualcosa di semplice: votare un referendum.

É passato un anno in cui abbiamo visto in poche ore piú di mille feriti in tutto il territorio catalano. Un anno da quando molti hanno iniziato a gridare “le strade saranno sempre nostre” o “senza le nonne non c’è rivoluzione”. Un anno in cui si è saldato (col sangue) il legame che univa un movimento interclassista e intergenerazionale.

É passato un anno ed è cambiato il governo di Madrid, diventando socialista, solo nel nome, lasciando chiaro ancora una volta come il sistema bipartitico dello stato spagnolo sia solo una facciata simil democratica per mantenere lo status quo.

É passato un anno e in una situazione fortemente polarizzata sono cadute molte maschere. Chi non è riuscito a prendere posizione contro la repressione anche se autodefinito antifascista, chi ha lasciato da parte i valori democratici per ipotetetiche lotte sociali (come se abbattere un re e rompere con le catene dell’eredità franchista non fosse una questione sociale), chi non ha potuto fare i conti con se stesso e per paura di perdere qualche sogno del passato è rimasto nel mezzo, nella speranza che la tempesta non lo spazzasse via.

É passato un anno e la piazza non si è fermata. Le mobilizzazioni sono state continue,  cercando di evitare le provocazioni dei sindacati della polizia, cercando di spingere una classe politica spaventata dalla repressione ad avanzare, cercando di parlare non solo di repressione, ma di costruzione di un nuovo progetto politico.

É passato un anno e il movimento indipendentista, checchè se ne dica, si sposta sempre piú a sinistra, unendo la questione nazionale con quella sociale in maniera difficilmente criticabile.

É passato un anno e siamo ancora stati bastonati dalle forze di polizia che fanno sempre il loro lavoro, indipendentemente da chi le controlla. Lo sapevamo, lo spiegavamo, e soprattutto, non abbiamo mai cercato di strumentalizzare la repressione per giustificare un argomento politico.

É passato un anno e siamo ancora qui, dalla stessa parte della barricata.