Non è che odi Ada Colau, è che ho buona memoria e poca fiducia

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Siamo ormai alla fine di questa stagione, all’inizio delle vacanze e possiamo fare una valorazione di questo anno nella sua complessità. Abbiamo ricevuto alcune critiche, piú o meno fondate, su come abbiamo trattato il modo di funzionare della giunta Colau. Ora io non posso rispondere per tutti, mi posso solo limitare a dare la mia opinione.

Partiamo dalla base. Non è che io odi politicamente o personalmente Ada Colau. É che ho buona memoria e poca fiducia.Tutto qui.

La Giunta Colau non è un gruppo di amici deimovimenti sociali che un giorno, tra una birra in lattina per strada e una paella vegana in centro occupato, hanno deciso di organizzare un partito assembleario, vincendo da soli contro tutt i vecchi partiti che per anni hanno governato questa città. Sarebbe romantico, e in parte falso, vedere la storia in questo modo. Era un ciclo politico, un ciclo che include una discesa e poi una salita. Chi stava scendendo era ICV, Iniciativa per Catalunya Verds. Ma chi erano, e cosa facevano questi di Iniciativa?  Facevano il buon partito socialdemocratico rosso-verde. Ossia sostenevano i socialisti in tutti i governi della città, come aveva fatto ininterrottamente dal 1982 ( Maragall, Clos, Hereu). Ma non solo, assieme a socialisti e repubblicani catalani avevano governato tutta la catalogna dal 2003 fino al 2010, con il famoso tripartito.

E la cosa fin qui non è granchè grave. Ma bisogna avere buona memoria e ricomporre tutti i pezzi.

Da buon partito di sinistra moderata faceva caricare gli studenti che occupavano nel 2008 la sede centrale dell’Università di Barcellona, perchè lottavano contro il Piano Bologna, contro l’aumento delle tasse e la mercantilizzazione dell’educazione. Fu Joan Saura,  ministro degli interni catalani all’epoca, di ICVa ordinare la carica della polizia  . 

Iniciativa era quel partito di sinistra che nel 2007 veniva criticato dalla stessa Colau, all’epoca solo attivista, di essere responsabile della speculazione immobiliaria e della bolla legata alle case. La crisi che scoppió un anno piú tardi, che in parte fu il motivo anche del movimento del 15M, di un grande ciclo di protesta che non identificava iniciativa come alleati, ma piú come responsabili di quello che stava succedendo.

E se le banche erano responsabili di questa crisi, Iniciativa  aveva qualche problema da gestire. Infatti aveva (e ancora ha) un debito da 12 milioni di euro (le campagne costano, si sa) con la Caixa, una delle banche principali del territorio catalano. Una banca responsabile di molti sgomberi, che fu identificata nel 15 maggio 2012 come “la torre di Mordor”, la terra oscura legata a Tolkien. Questo debito non è mai stato sanato, nonostante il codice etico approvato come condizione base per formare il nuovo Catalunya En Comú. E secondo le parole della stessa Colau, questa confluenza tra lei e iniciativa era  “la nuova politica del cambio”.

Ma come dicevo è un ciclo.  Un partito scende e una parte del movimento sale. E se sei un partito e vuoi sopravvivere, devi cambiare, fare una trasformazione, una magia, in pratica un gioco delle tre carte. Devi rinnovarti, tappare le ipocrisie che hai mostrato negli anni, far parlare d’altri per mantenerti vivo in un sistema in cui da molto tempo hai messo radici.  I comuns vengono di fatto spinti da un grande rimpasto fatto da Iniciativa, che non perde però il suo modo di funzionare, il suo modo di essere un partito concreto. Le ipocrisie del presente diventano critiche del passato, e nascosto da una buona dose di Make-Up tutto diventa accettabile.

Tutto puó avvenire in modo estremamente rapido. Un giorno stai dando sostegno ai lavoratori in sciopero della impresa Telefonica, il giorno dopo sei eletta sindaca, e quello seguente firmi un accordo per mantenere i Mobile World Congress, che beneficia la impresa di Telefonia. Si, la stessa impresa che criticavi l’altroieri quando sostenevi la causa dei lavoratori. In pochi secondi passi da posizioni di sinistra, legate ai movimenti, a dinamiche del potere piú classico. E non è il solo.

Diventi sindaca criticando la mafia e chi ha distrutto questa città (socialisti e neoliberali) e poi ti allei con il PSC perchè comunque da sola non ce la fai e non vuoi scendere a patti con gli indipendentisti (Posizionarsi sulla questione nazionale potrebbe portare una lotta intestina dentro iniciativa che non ti puoi permettere).  Ed è questo alien, questo mostro interno che ti controlla, che ti fa fare quello che fai.

Come ad esempio  lo sciopero dei lavoratori dei trasporti pubblici della città. Per ragioni semplici: la direzione dell’azienda pubblica ha stipendi alti, sono politici della giunta al governo, e non si aumentano gli stipendi dei lavoratori da anni. I lavoratori indicono uno sciopero. E quale è la richiesta da parte della sindaca?  Lasciare da parte lo sciopero per cercare di trattare. Non è propiamente di sinistra cercare di smobilitare con il ricatto una lotta organizzata. Tutt’altro, tipico dell’ambiguità di destra.  Alcuni lavoratori legati alla CGT, sindacato anarchista, registrano un video con dure critiche alla sindaca:

La frase piú dura che dice un lavoratore è “Noi ti abbiamo dato fiducia, ti abbiamo votato, e non puoi rispondere con il classico stile CiU”, associandola di fatto al partito neoliberale di centro catalanista. Si, quello stesso partito che era stato fortemente criticato dalla Sindaca nel suo scontro per arrivare al Comune.

La cosa non finisce qui. Sono molti i piccoli dettagli che generano dubbi su quali siano le reale intenzioni e politiche della sindaca. Come ad esempio non dare sostegno al referendum dell’1 ottobre, definirla una grande manifestazione, affermare che non è quello di cui ha bisogno la catalogna, e poi, quando già sono avvenute le cariche della polizia nazionale piú dure, andare a votare ale 17.30, affermando che solo serve per cacciare Rajoy. Calcolo politico spiccio.

Oppure dare il sostegno a una grande manifestazione per accogliere i rifugiati, definirsi città aperta, essere disponibile ad accogliere le persone salvate dall’acquarius e poi sviluppare una terapia di shock di  “tolleranze zero” rispetto ai venditori ambulanti africani.

É semplicemente memoria a lungo termine.

La memoria che ti fa dubitare dei partiti socialdemocratici che per anni hanno fatto quello che hanno fatto, che essenzialmente non sono mai stati un motore di cambio (se non personale di chi è salito sul carrozzone) ma anzi, sono sempre stati il punto di sostegno della repressione,dei  governi socialisti edell’esclusione sociale tramite questo modello di città turistica.

 

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